Chi Ha Diritto Al Bonus Elettrico Per Disagio Economico O Fisico?

1. Il Bonus Elettrico: Finalità, Origini E Funzionamento

Il bonus elettrico rappresenta uno strumento essenziale nella strategia nazionale di contrasto alla povertà energetica e di tutela dei cittadini più fragili. Nato dall’iniziativa dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) in collaborazione con l’INPS, i Comuni e il Sistema Informativo Integrato (SII), il bonus consente una riduzione diretta in bolletta per le famiglie in condizioni di disagio economico o con gravi problemi di salute che comportino un utilizzo continuativo di dispositivi elettrici salvavita.

Sino al 2020, l’ottenimento di questo sconto richiedeva una procedura burocratica con la presentazione di domanda presso il Comune o i CAF. Tuttavia, dal 1° gennaio 2021, l’accesso al bonus per disagio economico è diventato automatico, previa presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per il calcolo dell’ISEE.

Diversa è invece la situazione per il bonus per disagio fisico, che continua a richiedere una specifica domanda, con relativa documentazione medica e sanitaria, da presentare presso il proprio Comune di residenza o all’ente designato.

Lo scopo di entrambi i bonus è quello di garantire la continuità della fornitura elettrica e il contenimento della spesa energetica in un periodo storico in cui le tariffe dell’energia elettrica hanno subito forti oscillazioni. In particolare, l’abolizione del mercato tutelato prevista per gennaio 2024 e poi rinviata ha dato ulteriore risalto all’importanza di strumenti come il bonus elettrico, soprattutto per i nuclei familiari a reddito basso o in condizioni di vulnerabilità.

 

2. Bonus Elettrico Per Disagio Economico: Chi Ne Ha Diritto Oggi?

L’accesso al bonus sociale per disagio economico è legato a requisiti ben precisi che fanno riferimento alla condizione reddituale del nucleo familiare, calcolata attraverso l’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente). Le soglie di accesso vengono periodicamente aggiornate per tenere conto dell’inflazione e delle variazioni nel contesto socioeconomico nazionale.

A partire dal 2024 e confermato anche nel 2025, il limite ISEE per l’accesso al bonus ordinario è fissato a 9.530 euro per i nuclei familiari ordinari. Questa soglia rappresenta un aggiornamento rispetto al precedente limite di 8.265 euro, che era in vigore fino al 2022. È inoltre prevista una soglia più alta, pari a 20.000 euro, per i nuclei familiari con almeno quattro figli a carico, rientranti nella definizione di famiglie numerose.

Oltre ai limiti ISEE, hanno diritto al bonus tutti i titolari di Reddito di Cittadinanza (RdC) o Pensione di Cittadinanza (PdC), indipendentemente dalla soglia ISEE, purché siano intestatari di un contratto di fornitura elettrica domestica attiva.

Il riconoscimento del bonus, a partire dal 2021, non avviene più tramite una richiesta diretta presso i Comuni o i CAF. È sufficiente che il cittadino presenti ogni anno la DSU, la quale viene utilizzata dall’INPS per il calcolo dell’ISEE e per comunicare l’eventuale diritto al bonus al Sistema Informativo Integrato (SII). Quest’ultimo provvede a incrociare i dati relativi alla fornitura elettrica e ad applicare automaticamente lo sconto in bolletta.

Il bonus viene assegnato per 12 mesi consecutivi e, in caso di rinnovo dell’ISEE, può essere rinnovato automaticamente per l’anno successivo, purché siano ancora rispettate tutte le condizioni.

In caso di variazione del nucleo familiare, di superamento della soglia ISEE o di perdita dei requisiti per il Reddito di Cittadinanza, il diritto al bonus decade. Se ciò accade, il beneficiario è tenuto a informare il proprio fornitore. In caso contrario, ARERA potrà attivare una procedura di recupero per le somme percepite indebitamente.

Un elemento importante da sottolineare è che le condizioni che danno diritto al bonus elettrico per disagio economico permettono anche di ottenere, con la stessa DSU, il bonus gas e il bonus idrico, ove presenti nella propria abitazione.

 

3. Bonus Per Disagio Fisico: L’aiuto Per Chi Ha Gravi Patologie

Il bonus per disagio fisico è pensato per le persone che si trovano in gravi condizioni di salute, tali da richiedere l’utilizzo continuativo di apparecchiature elettromedicali necessarie per il mantenimento in vita. A differenza del bonus economico, questo tipo di agevolazione non dipende dall’ISEE, bensì da condizioni sanitarie certificate e dall’effettivo utilizzo di dispositivi salvavita in ambito domestico.

Tra le apparecchiature rientrano, ad esempio, ventilatori polmonari, concentratori di ossigeno, aspiratori chirurgici, pompe per nutrizione enterale, apparecchi per dialisi domiciliare e altri dispositivi elencati nei decreti ministeriali. Tuttavia, per poter ottenere il bonus, l’uso di tali apparecchi deve comportare un significativo consumo elettrico, riconducibile al bisogno terapeutico continuo.

La procedura per accedere al bonus per disagio fisico è ancora manuale. Deve essere presentata una specifica domanda presso il Comune di residenza o presso un CAF abilitato su delega del Comune. Alla domanda devono essere allegati il certificato ASL che attesti la necessità d’uso dei macchinari salvavita, la documentazione del fornitore dell’apparecchiatura, nonché l’attestazione della residenza del malato nell’abitazione oggetto del contratto di fornitura.

Il bonus, una volta riconosciuto, viene erogato senza interruzioni, senza necessità di rinnovo annuale, fino a quando i macchinari risultano in uso. Tuttavia, è obbligo del beneficiario comunicare l’eventuale cessazione dell’utilizzo delle apparecchiature al proprio fornitore. L’omessa comunicazione può comportare la revoca del beneficio e la richiesta di restituzione delle somme indebitamente percepite.

Il valore del bonus per disagio fisico varia a seconda di tre fattori: la potenza del contratto (in kW), il tipo di apparecchiature utilizzate e il tempo medio di utilizzo giornaliero. In caso di aumento o diminuzione dell’uso dei dispositivi o della modifica del contratto elettrico, è necessario presentare una variazione della richiesta per adeguare l’agevolazione alla nuova situazione.

È importante ricordare che, se il nucleo familiare possiede i requisiti per entrambe le forme di bonus, è possibile cumulare il bonus per disagio economico e quello per disagio fisico. Ogni nucleo ha comunque diritto a un solo bonus per tipologia (elettrico, gas, idrico) per anno.

 

4. Valore Del Bonus E Modalità Di Erogazione In Bolletta

Il valore economico del bonus elettrico viene stabilito annualmente da ARERA sulla base di un calcolo che considera il numero dei componenti del nucleo familiare per il disagio economico, oppure il tipo e il consumo dei dispositivi elettromedicali per il disagio fisico.

Per quanto riguarda il bonus economico, i valori per l’anno 2025 sono i seguenti:

  • Per famiglie con 1-2 componenti: € 150
  • Per famiglie con 3-4 componenti: € 180
  • Per famiglie con oltre 4 componenti: € 210

Questi importi, aggiornati rispetto al 2021, sono attribuiti in modo proporzionale e distribuiti nelle bollette nel corso dei 12 mesi, come voce di credito indicata chiaramente nel documento di fatturazione, sotto una sezione specifica.

Nel caso del bonus per disagio fisico, invece, non esiste un importo fisso. L’ammontare varia da un minimo di circa € 210 annui a oltre € 600, a seconda dei parametri sopra descritti. L’obiettivo è quello di compensare in modo equo il maggior costo sostenuto da chi è obbligato a mantenere attivi dispositivi salvavita che consumano grandi quantità di energia.

Entrambe le tipologie di bonus sono erogate come sconto diretto in bolletta, suddivise in rate proporzionali alla periodicità della fatturazione. In alcuni casi, ad esempio quando la fornitura viene attivata o disattivata a metà periodo, l’importo del bonus viene calcolato in misura parziale, commisurato ai mesi effettivi di validità.

Nel caso in cui un nucleo familiare cambi abitazione, ma mantenga la titolarità della fornitura elettrica e i requisiti, il bonus può proseguire anche nella nuova residenza. Tuttavia, è sempre consigliabile verificare con il proprio fornitore che i dati contrattuali siano stati aggiornati per evitare ritardi nell’erogazione.

 

5. Limiti, Decadenze E Cosa Fare In Caso Di Errori

Nonostante l’obiettivo di semplificazione introdotto dalla digitalizzazione e dall’automatizzazione del bonus elettrico, esistono alcune situazioni in cui possono emergere problemi di erogazione, decadenze improvvise o errori nell’attribuzione.

Il bonus per disagio economico viene revocato automaticamente quando l’ISEE dell’anno successivo risulta superiore alle soglie stabilite, oppure quando viene a mancare il requisito di titolarità del Reddito di Cittadinanza. È importante sapere che non viene data comunicazione preventiva della decadenza: il bonus semplicemente non viene più applicato in bolletta.

In caso di disguidi o mancata erogazione del bonus, il primo passo è quello di controllare che la DSU sia stata effettivamente presentata e che l’ISEE rientri nei limiti. Se tutto risulta corretto, è possibile inviare una segnalazione al SII oppure contattare il call center ARERA per avere chiarimenti. Tuttavia, per motivi di privacy, né il fornitore né il CAF sono tenuti a fornire dettagli sull’attribuzione del bonus.

Nel caso del bonus per disagio fisico, invece, la mancata presentazione della documentazione aggiornata in caso di variazione può comportare la perdita dell’agevolazione. È quindi fondamentale mantenere un contatto regolare con il Comune di residenza, soprattutto se cambia il tipo di macchinario usato o se si trasferisce la residenza del soggetto beneficiario.

Infine, ricordiamo che in caso di percezione indebita del bonus, cioè quando un soggetto continua a beneficiarne pur non avendone più diritto, scatta la procedura di recupero delle somme, con possibilità di sanzioni amministrative. È quindi buona norma agire con trasparenza e tempestività, informando sempre il proprio venditore di eventuali variazioni rilevanti.