1) Il Vaso Di Espansione Ed Il Suo Dimensionamento
Il vaso di espansione è un componente cruciale in qualsiasi impianto solare termico a circolazione forzata. La sua funzione primaria è quella di compensare l’aumento di volume del fluido termovettore quando questo si riscalda. Il principio fisico è semplice: all’aumentare della temperatura, il fluido si espande e, se il sistema è chiuso, ciò determina un aumento della pressione. Il vaso assorbe tale sovrapressione grazie alla sua camera d’aria compressibile, proteggendo così l’integrità dell’impianto.
Il corretto dimensionamento del vaso di espansione si effettua calcolando la dilatazione termica dell’intero volume del fluido presente nel circuito, che può essere costituito da miscela acqua-glicole o da altri fluidi antigelo. Ad esempio, consideriamo un impianto composto da:
- 100 litri di serbatoio d’accumulo;
- 20 litri di fluido contenuto nei collettori e nei tubi.
Il volume totale del fluido è quindi 120 litri. Considerando che la dilatazione termica dell’acqua tra 4°C e 90°C comporta una variazione di densità da circa 1,000 a 0,965 kg/l, il volume aumenterà di circa 4,3 litri. A questa quantità va aggiunto un margine di sicurezza del 10-20%, che tiene conto delle variazioni impreviste, delle perdite e della necessità di non saturare completamente il vaso.
Nella pratica, il dimensionamento si effettua utilizzando la formula:
Vv = (Vt × β × ΔT) / (1 – pi/pf)
Dove:
- Vv è il volume utile del vaso;
- Vt è il volume totale del fluido termovettore;
- β è il coefficiente di espansione del fluido (per l’acqua: circa 0,00021/°C);
- ΔT è il salto termico (ad es. 90°C – 4°C = 86°C);
- pi è la pressione iniziale;
- pf è la pressione finale massima ammissibile.
Questa formula viene talvolta semplificata per applicazioni residenziali, ma è fondamentale affidarsi a professionisti o tecnici qualificati, soprattutto quando l’impianto presenta serpentine secondarie, lunghi tratti di tubazioni, alte prevalenze o fluidi con diversa dilatazione termica rispetto all’acqua.
2) A Cosa Serve Il Vaso Di Espansione In Un Impianto Solare Termico
Il vaso di espansione serve a garantire la sicurezza dell’impianto e la corretta pressione operativa nel circuito. In un impianto a circuito chiuso, quando il fluido si riscalda, la sua espansione farebbe aumentare la pressione in modo pericoloso se non esistesse un elemento di compensazione. Ed è qui che entra in gioco il vaso di espansione.
All’interno del vaso, una membrana flessibile separa due camere: una contenente aria o azoto (precaricata a una certa pressione) e l’altra il fluido del circuito. Quando il fluido si dilata, spinge la membrana verso la parte dell’aria, comprimendola e mantenendo costante la pressione nel circuito. Se la membrana si rompe, il vaso perde la sua funzione e va sostituito.
Il vaso non ha bisogno di alimentazione elettrica, non ha organi meccanici in movimento, e perciò non richiede manutenzione frequente, se non un controllo annuale della pressione della camera d’aria, tramite un manometro o una valvola di gonfiaggio. In genere si utilizza azoto al posto dell’aria perché è più stabile, non contiene umidità e mantiene più costante la pressione.
L’efficienza del vaso di espansione è legata non solo alla sua dimensione, ma anche alla corretta installazione, che deve essere eseguita in un punto a valle della pompa, dove le variazioni di pressione sono più facilmente compensabili.
Un vaso troppo piccolo comporta:
- attivazione frequente della valvola di sicurezza;
- perdite di fluido termovettore;
- danneggiamenti per sovrappressione.
Un vaso troppo grande, invece, pur non essendo dannoso, può risultare sovradimensionato inutilmente e ingiustificatamente costoso.
3) La Pressione Di Esercizio In Un Sistema Solare Termico
Il controllo della pressione è vitale in un impianto solare termico. A impianto freddo (temperatura ambiente), la pressione statica iniziale dipende principalmente dall’altezza della colonna d’acqua tra il punto più basso e il punto più alto dell’impianto. In genere, si considera una pressione minima di 1,5-2 bar, sufficiente per evitare la formazione di bolle d’aria e per garantire la spinta necessaria alla circolazione del fluido.
Durante il funzionamento, la temperatura aumenta e, con essa, anche la pressione. La pressione massima di esercizio dovrebbe rimanere sotto il limite di sicurezza del sistema, tipicamente 5 o 6 bar. È prassi comune impostare una valvola di sicurezza tarata a 6 bar, che si apre automaticamente in caso di sovrapressione e permette lo sfogo del fluido in eccesso, spesso verso un piccolo recipiente di raccolta.
Le normative tecniche italiane ed europee (es. UNI EN 12976 per i sistemi solari termici prefabbricati e UNI 8065 per gli impianti termici) stabiliscono limiti e criteri per il corretto dimensionamento e taratura dei dispositivi di sicurezza.
Il corretto bilanciamento tra vaso di espansione e valvola di sicurezza è essenziale per evitare:
- sovrappressioni dannose;
- perdite continue di fluido, specialmente nei mesi estivi con alta radiazione solare;
- vuoti d’aria nel circuito a causa di spurghi ripetuti.
Nei moderni impianti, un manometro con scala leggibile e una valvola automatica di sfogo aria sono sempre presenti per garantire che la pressione resti entro valori sicuri e il fluido sia privo di bolle o gas disciolti.
4) Dimensionamento Di Un Serbatoio Di Accumulo Per Il Solare Termico
Il serbatoio di accumulo svolge un ruolo fondamentale nella resa energetica dell’impianto. Esso permette di immagazzinare il calore prodotto dai pannelli solari durante le ore di insolazione e di renderlo disponibile anche quando il sole non è presente. Questo consente di aumentare l’autonomia dell’impianto, ridurre l’uso di energia ausiliaria e migliorare l’efficienza complessiva.
Un criterio empirico molto utilizzato prevede di considerare 40-60 litri per ogni metro quadrato di collettore solare installato. Tuttavia, per un calcolo più preciso, si può usare la formula:
C = 2000 / (Ts – Ta)
dove:
- C è il volume consigliato del serbatoio in litri per ogni m² di collettore;
- Ts è la temperatura desiderata per l’acqua sanitaria (es. 55°C);
- Ta è la temperatura dell’acqua di rete (es. 10°C).
Nel caso illustrato, C = 2000 / (55 – 10) = 44,4 litri/m². Questo valore rappresenta un ottimo compromesso tra costo dell’impianto, volume occupato e capacità di accumulo.
Un serbatoio più grande:
- consente di accumulare più calore durante il giorno;
- migliora l’autonomia;
- riduce l’intervento della caldaia ausiliaria;
- ma occupa più spazio ed è più costoso.
Nel caso di impianti con più utenze (es. condomini o B&B), il serbatoio deve essere calibrato anche in base ai litri di acqua calda sanitaria giornalmente richiesti, tipicamente 40-60 litri per persona al giorno.
Inoltre, per impianti con integrazione al riscaldamento, è necessario un ulteriore volume utile, spesso calcolato in base alle chilowattora richieste giornalmente dall’edificio e alle ore di autonomia desiderate senza apporto solare. In tal caso, si usano formule legate alla potenza termica dei collettori, al coefficiente di utilizzo e alla perdita di carico per valutare il dimensionamento corretto.
5) L’Uso Delle Valvole Nei Sistemi Solari Termici
Le valvole sono componenti imprescindibili per il controllo termico e la gestione idraulica dell’impianto solare. Una delle più importanti è la valvola termostatica miscelatrice, posta in uscita dal serbatoio. Essa miscela l’acqua calda proveniente dall’accumulo con quella fredda dell’acquedotto, mantenendo in uscita una temperatura costante e sicura (tipicamente 40-50°C). Questa soluzione previene:
- ustioni accidentali;
- stress termico sulla rete idraulica;
- surriscaldamento degli impianti ausiliari, come la caldaia.
La valvola a tre vie (o deviatrice) rappresenta un altro componente cruciale. Essa dirige l’acqua calda accumulata verso l’utenza sanitaria se la temperatura supera una certa soglia (es. 40°C); altrimenti, devia il flusso verso la caldaia, che provvede a portarla alla temperatura di comfort desiderata. Questo sistema ottimizza l’utilizzo dell’energia solare, evitando inutili accensioni del generatore termico.
Anche la valvola di ritegno, posta generalmente vicino alla pompa di circolazione, è fondamentale per evitare ricircoli indesiderati di fluido a impianto spento (fenomeno di termocircolazione notturna). Infine, nei sistemi a svuotamento automatico (drainback), si utilizzano valvole di non ritorno per facilitare il drenaggio del fluido nei serbatoi quando la pompa è ferma.
Le valvole di sicurezza, infine, rappresentano l’ultima linea di difesa contro la sovrappressione e devono essere correttamente dimensionate, tarate e installate secondo normativa. Il loro corretto funzionamento evita situazioni critiche in caso di blocco del circolatore, surriscaldamento improvviso o espansione anomala del fluido.











