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Le Fasi Dell’Installazione Di Un Condizionatore
Installare un condizionatore d’aria split non è un’operazione banale, e sebbene molti utenti dotati di buona manualità siano tentati dal fai-da-te, occorre ricordare che si tratta di un impianto termotecnico, contenente gas refrigerante e collegamenti elettrici potenzialmente pericolosi. Inoltre, la normativa attuale (Regolamento (UE) n. 517/2014 e DPR 146/2018) richiede che la manipolazione dei gas fluorurati sia eseguita solo da tecnici certificati F-Gas. Detto questo, è utile conoscere le fasi principali dell’installazione per comprendere il funzionamento del sistema e monitorare correttamente l’operato di un installatore.
Scelta della posizione
Prima di tutto bisogna scegliere con attenzione la posizione dell’unità interna e di quella esterna. L’unità interna deve essere collocata in alto sulla parete, preferibilmente al centro della stanza, lontano da fonti di calore e da ostacoli alla distribuzione dell’aria. L’unità esterna, invece, deve essere installata in un luogo ben ventilato, preferibilmente all’ombra, su staffe murali o su basamento a terra. È importante che tra le due unità ci sia la possibilità di tracciare una canalina che consenta la posa dei tubi frigoriferi, del cavo elettrico e del tubo di scarico della condensa con una leggera pendenza verso l’esterno per favorire il drenaggio naturale.
Montaggio meccanico
Si parte col fissare la staffa metallica dell’unità interna, che deve essere perfettamente in bolla. Dopo aver tracciato il foro passante nel muro, si procede con la foratura con carotatrice, di diametro adatto al passaggio della canalina o dei singoli elementi. Il foro deve avere una leggera inclinazione verso l’esterno per lo scarico della condensa. Una volta sistemata l’unità interna, si fissano le staffe dell’unità esterna, verificando che siano saldamente ancorate al muro con tasselli idonei al peso dell’apparecchio.
Collegamenti
Dopo aver posizionato le unità, si eseguono i collegamenti tra esse: due tubazioni in rame coibentato (una per il liquido, l’altra per il gas), il cavo elettrico e il tubo di scarico della condensa. I tubi devono essere tagliati con tagliatubi appositi, e le cartelle vanno eseguite con precisione per garantire la tenuta del gas. È fondamentale evitare piegature eccessive e mantenere entro i limiti massimi di lunghezza previsti dal costruttore.
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Come Fare Il Vuoto E Caricare Il Circuito Di Gas
Una delle fasi più delicate dell’installazione è quella della messa in servizio del circuito frigorifero. Una volta completati i collegamenti, si procede con la verifica della tenuta e l’evacuazione dell’aria e dell’umidità contenute nel circuito.
Il vuoto: un passaggio indispensabile
Fare il vuoto significa eliminare l’aria (e soprattutto l’umidità) dai tubi e dall’unità interna. Questo è fondamentale perché il gas refrigerante è igroscopico e l’umidità può causare seri danni al compressore. Si utilizza una pompa per vuoto, collegata alla valvola di servizio del lato di bassa pressione, e si lascia in funzione almeno 30-45 minuti, fino a raggiungere valori di depressione attorno ai -1 bar o 500 micron (con vacuometro digitale).
Una volta ottenuto il vuoto, si effettua la prova di tenuta: chiudendo la valvola della pompa, si verifica se la pressione rimane stabile per almeno 30 minuti. Una perdita di vuoto indica un problema di tenuta da correggere.
La carica di gas refrigerante
Oggi la maggior parte dei climatizzatori viene pre-caricata di refrigerante (solitamente R32 o R410A) fino a una determinata lunghezza di linea (ad es. 5 metri). Se la distanza tra le unità è maggiore, occorre rabboccare il gas secondo le specifiche del costruttore (ad esempio, 20 g/m per ogni metro extra).
I tecnici abilitati utilizzano bilance elettroniche e collettori manometrici per dosare con precisione il gas e verificare le pressioni di esercizio. Un metodo alternativo usato nel fai-da-te (ma non raccomandabile) è lo spurgo: si apre leggermente la valvola di mandata con il tubo di ritorno non completamente serrato, facendo fuoriuscire l’aria prima di serrare il raccordo. Questo sistema, però, è impreciso, non garantisce la rimozione dell’umidità e comporta la dispersione in atmosfera di gas fluorurati, vietata per legge.
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Collegamenti Idraulici Ed Elettrici: Dettagli Tecnici
I collegamenti tra le due unità sono fondamentali per il buon funzionamento e la durata del climatizzatore.
Le tubazioni in rame
Le tubazioni frigorifere sono realizzate in rame recotto, con diametro e spessore variabili a seconda del modello e del tipo di gas (R410A e R32 richiedono spessori maggiori). I diametri più comuni sono 1/4″ e 3/8″, ma nei modelli più potenti si arriva fino a 1/2″ o oltre. Il rame va manipolato con attenzione per evitare schiacciamenti, piegature strette o deformazioni che compromettano il flusso del refrigerante.
Le estremità dei tubi vanno svasate (cartellate) con attrezzature professionali, creando una sede perfettamente liscia e conica che, serrata con una bussola, garantisce la tenuta meccanica. Le cartelle sono punti critici, soggetti a perdite se non serrati con la coppia corretta (misurabile con dinamometrica). L’uso di olio specifico per cartelle e di chiavi con torque consigliato è vivamente raccomandato.
Il collegamento elettrico
Il cavo di collegamento tra unità interna ed esterna deve rispettare la sezione minima indicata (es. 3 x 1,5 mm² o 3 x 2,5 mm²) e deve essere dotato di protezione con interruttore magnetotermico dedicato. L’installazione a norma CEI richiede la presenza di un interruttore differenziale (salvavita) e la corretta messa a terra.
In molti split, l’unità interna alimenta l’unità esterna, mentre in altri modelli l’alimentazione va direttamente all’unità esterna. È quindi fondamentale seguire lo schema riportato nel manuale di installazione.
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I Gas Refrigeranti Nei Condizionatori E La Normativa Attuale
Il mondo dei gas refrigeranti è in continua evoluzione, guidato dalle direttive ambientali europee che mirano alla riduzione dei gas serra ad alto potenziale di riscaldamento globale (GWP).
Gas refrigeranti attualmente utilizzati
- R410A: usato per molti anni, ha un GWP elevato (2088), quindi è progressivamente in via di abbandono.
- R32: è oggi lo standard per la maggior parte dei nuovi condizionatori. Ha un GWP di 675, è più efficiente e meno impattante, ma è leggermente infiammabile (classe A2L).
- R290 (propano): adottato in alcuni apparecchi monoblocco. Ha GWP bassissimo, ma è altamente infiammabile.
- R744 (CO₂): utilizzato in contesti industriali o nelle pompe di calore ad alta efficienza.
I vecchi gas come R12 e R22 sono ormai fuorilegge: l’R22 è vietato dal 2015 in tutta l’UE anche come rigenerato, salvo deroghe per apparecchiature esistenti già caricate.
Il rabbocco: quando e come
Il rabbocco del gas refrigerante si rende necessario in presenza di cali di prestazioni, spesso causati da micro-perdite nelle cartelle. Tuttavia, prima di ricaricare, è obbligatorio individuare la perdita e ripararla. L’intervento di un tecnico certificato è indispensabile: il costo del solo rabbocco (senza riparazione) può variare da 80 a 150 euro a seconda del tipo di gas.
Nel caso di condizionatori datati con gas fuori commercio, spesso si opta per il retrofit: svuotamento completo del gas e ricarica con un gas compatibile, previa sostituzione dell’olio nel compressore e verifica della compatibilità dei materiali.
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Schema Tipico Di Un Impianto A Fluido Refrigerante
Per comprendere meglio il funzionamento di un condizionatore split, è utile esaminarne lo schema interno.
Il ciclo frigorifero a compressione
Un impianto a ciclo inverso comprende:
- Evaporatore: posto nell’unità interna, dove il refrigerante evapora assorbendo calore dall’aria ambiente.
- Compressore: comprime il gas e lo porta a temperatura più elevata.
- Condensatore: situato nell’unità esterna, dove il gas si raffredda e condensa, cedendo calore all’esterno.
- Valvola di espansione: riduce la pressione del refrigerante prima che rientri nell’evaporatore.
Nel caso delle pompe di calore aria-aria, lo stesso circuito funziona in senso inverso per riscaldare. La valvola a quattro vie consente l’inversione del ciclo. In ambienti temperati, il condizionatore può sostituire efficacemente una caldaia nei mesi non rigidi.
Prestazioni e rendimento
Il rendimento si esprime con il COP (Coefficient of Performance) in modalità riscaldamento e con l’EER (Energy Efficiency Ratio) in raffrescamento. I modelli moderni raggiungono valori di COP superiori a 4,0 e SEER stagionali sopra 6,0, garantendo consumi contenuti. Grazie all’inverter, la potenza del compressore si adatta alla richiesta, riducendo sprechi e cicli di accensione.
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Conclusioni: Installare Un Climatizzatore in Modo Sicuro ed Efficiente
L’installazione di un climatizzatore split è una procedura articolata, che richiede competenze elettriche, termotecniche e normative. Sebbene alcuni passaggi possano sembrare alla portata del fai-da-te, è bene ricordare che la legge impone l’intervento di tecnici certificati F-Gas per tutte le operazioni sul circuito frigorifero.
Dal punto di vista economico, l’intervento professionale ha un costo che può variare da 200 a 500 euro, a seconda della complessità, della necessità di ponteggi o canaline estetiche e della distanza tra le unità. Tuttavia, la qualità dell’installazione incide direttamente su consumi, durata del climatizzatore e sicurezza dell’impianto.
Infine, con le detrazioni fiscali per l’efficienza energetica (Bonus Casa al 50% o Ecobonus al 65% se si sostituisce un impianto esistente), è possibile ammortizzare il costo nel tempo. Per beneficiare delle agevolazioni, è necessario che l’installazione sia effettuata da personale abilitato e con fattura regolare.
Conoscere le fasi dell’installazione consente al consumatore di fare scelte informate, evitare errori comuni e assicurarsi un impianto performante, silenzioso e sicuro per molti anni a venire.











