Come Posso Fare Il Subentro In Un Contratto Del Gas?

  1. Quando È Necessario Il Subentro: Capire La Situazione Di Partenza

Il subentro del gas è una di quelle operazioni che sembrano semplici, ma che nascondono una serie di aspetti tecnici e normativi che è bene conoscere, soprattutto per evitare brutte sorprese o rallentamenti. Si tratta, in pratica, della richiesta da parte di un nuovo inquilino o proprietario di una casa di riattivare un contatore del gas che risulta disattivato, cioè non più operativo perché il precedente utente ha chiuso il proprio contratto di fornitura.

Quando si effettua un trasloco in una nuova abitazione, ci si può trovare di fronte a due scenari distinti. Il primo, il più semplice, riguarda i casi in cui il contatore del gas è ancora attivo e quindi serve solo aggiornare l’intestatario del contratto: in questo caso parliamo di voltura. Il secondo scenario, quello più comune soprattutto nei cambi di affitto o dopo la compravendita di un immobile, è invece quello in cui il contatore è chiuso, ovvero è stato fisicamente disattivato dal distributore locale su richiesta dell’utente precedente. In questo caso si rende necessario il subentro.

È importante ricordare che il subentro non è legato alla compagnia utilizzata dal vecchio inquilino: puoi decidere di riattivare il contatore con qualsiasi fornitore di tua preferenza, sia del mercato tutelato che del mercato libero, e in qualsiasi città italiana, dato che la rete di distribuzione è gestita da operatori locali ma accessibile da tutti i fornitori.

Il primo passo, quindi, è verificare se il contatore è attivo o meno. Questo puoi farlo facilmente controllando se c’è gas in casa (ad esempio provando ad accendere un fornello) o, più precisamente, contattando il numero verde del fornitore precedente, il cui nome puoi trovare sulle vecchie bollette lasciate in casa, oppure leggendo il numero di matricola del contatore e chiamando il distributore locale.

Una volta appurato che si tratta di un contatore chiuso, potrai procedere con il subentro vero e proprio, ma ci sono alcune informazioni importanti da sapere, sia in termini tecnici che burocratici, affinché tutto fili liscio senza ritardi.

 

  1. Come Richiedere Il Subentro: Modalità Di Attivazione E Tempistiche

Una volta accertato che il contatore è disattivato e si rende quindi necessario un subentro, la prima cosa da fare è scegliere il nuovo fornitore di gas. Come accennato, puoi farlo liberamente, indipendentemente da chi fosse il precedente gestore. Tra i principali operatori attivi nel mercato libero troviamo Eni Plenitude, Edison, Sorgenia, Enel Energia, Hera, Acea, A2A, Iren, Iberdrola, Engie e molti altri, ognuno con tariffe personalizzate, bonus di benvenuto e diverse condizioni contrattuali.

Una volta individuata l’offerta che preferisci, potrai avviare la pratica di subentro. Le modalità di richiesta variano leggermente da operatore a operatore, ma in generale sono sempre tre:

  1. Contatto telefonico con il servizio clienti: molte aziende consentono di fare tutto tramite una semplice chiamata, durante la quale l’operatore effettua una registrazione vocale che ha valore legale e contrattuale. Una modalità comoda e veloce, ideale per chi non ha molta dimestichezza con i moduli cartacei.
  2. Compilazione di un modulo cartaceo o PDF: in alcuni casi ti verrà chiesto di scaricare dal sito ufficiale del gestore un modulo di richiesta subentro. Dovrai compilarlo in ogni sua parte, allegare i documenti richiesti, e spedirlo via email o tramite upload sul sito, a seconda delle istruzioni ricevute.
  3. Richiesta online: questa è la modalità preferita da molti utenti digitali. Basta andare sul sito del gestore e cercare la sezione dedicata alle nuove attivazioni o subentri. Segui la procedura guidata, carica i documenti richiesti e firma digitalmente ove previsto.

Indipendentemente dalla modalità scelta, ci sono alcuni documenti fondamentali che dovrai avere a disposizione, e che rappresentano la base per la corretta apertura della pratica:

  • Documento d’identità e codice fiscale dell’intestatario del nuovo contratto.
  • Indirizzo completo dell’abitazione (in particolare, quello di fornitura e quello per il recapito delle fatture).
  • Codice PDR, ossia il Punto di Riconsegna, che identifica in modo univoco il punto fisico in cui il gas viene consegnato al cliente finale. È un dato fondamentale, reperibile sulle vecchie bollette o sul contatore.
  • Numero di matricola del contatore, utile per individuare l’impianto se il codice PDR non è disponibile.
  • IBAN, se desideri attivare la domiciliazione bancaria per il pagamento automatico delle bollette.

La procedura richiede in genere tra i 7 e i 12 giorni lavorativi. La normativa stabilisce che, se per responsabilità del distributore locale si supera il tempo massimo previsto, il cliente ha diritto a un indennizzo automatico di 35 euro, che viene scalato dalla prima bolletta utile.

Ma attenzione: i tempi di attivazione possono dilatarsi notevolmente se la documentazione non è completa o se l’impianto presenta anomalie. Per questo è fondamentale compilare tutto correttamente e in modo preciso, così da non dover ripetere più volte la procedura o ricevere richieste di integrazione da parte del distributore.

 

  1. Costi E Aspetti Burocratici Del Subentro Gas

Uno dei primi quesiti che ci si pone quando si affronta una pratica di subentro gas riguarda i costi. Quanto costa, effettivamente, far riattivare un contatore disattivato? La risposta, come spesso accade nel settore energetico, dipende dal tipo di contratto e dal mercato di riferimento.

Se si tratta di un cliente del Servizio di Maggior Tutela (che però, lo ricordiamo, è ormai in fase di progressiva eliminazione e non sarà più disponibile per le utenze domestiche a partire dal 1° gennaio 2024 per l’energia elettrica e dal 1° gennaio 2025 per il gas), i costi sono regolati dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), e quindi uguali per tutti:

  • 27,03 euro di oneri amministrativi;
  • 23 euro di contributo fisso;
  • 16 euro per l’imposta di bollo sulla documentazione contrattuale.

Il totale quindi ammonta a 66,03 euro, salvo eventuali costi aggiuntivi imposti dal fornitore per particolari servizi accessori.

Nel mercato libero, invece, il costo del subentro varia da operatore a operatore. Oltre al contributo fisso regolato (27,03 euro), ogni gestore può applicare una quota commerciale personalizzata, che può oscillare tra i 20 e i 60 euro. È importante leggere attentamente le condizioni economiche dell’offerta che si sta sottoscrivendo, in modo da non trovarsi di fronte a spese impreviste. Alcuni fornitori, ad esempio, azzerano i costi di attivazione per attrarre nuovi clienti, ma potrebbero poi compensare con tariffe meno vantaggiose o con costi di disattivazione più elevati.

Va inoltre tenuto presente che il pagamento dei costi di subentro avviene generalmente con la prima bolletta, quindi non è necessario effettuare alcun bonifico preventivo. Tuttavia, è sempre utile accertarsi che nel contratto venga specificata questa modalità.

Un altro aspetto rilevante riguarda la tenuta dell’impianto interno: se si tratta di un impianto già in uso, regolarmente certificato e a norma, non è necessario alcun controllo tecnico aggiuntivo. Se invece il contatore è stato rimosso, oppure è in corso una prima attivazione a seguito di lavori sull’impianto, bisogna affrontare una procedura più complessa, che vedremo nella prossima sezione.

 

  1. Prima Attivazione: Quando Non Si Può Parlare Di Subentro

La prima attivazione del gas non va confusa con il subentro. Si parla di prima attivazione quando il contatore non è mai stato attivo prima (ad esempio in un’abitazione di nuova costruzione) oppure è stato rimosso fisicamente dal distributore, rendendo necessario un nuovo allacciamento alla rete. In questo caso, il fornitore ti chiederà documenti aggiuntivi e sarà necessario un controllo tecnico obbligatorio.

I documenti da presentare includono:

  • Allegato G: indicazioni dettagliate per ottenere l’attivazione.
  • Allegato H: conferma della richiesta di attivazione.
  • Allegato I: attestazione che l’impianto è stato eseguito correttamente (da compilare a cura di un tecnico abilitato).
  • Certificato di tenuta dell’impianto, che garantisce l’assenza di perdite.

Questi documenti vanno trasmessi entro 90 giorni solari dalla richiesta, pena l’annullamento della pratica. Solo dopo il ricevimento completo della documentazione, il distributore fisserà un appuntamento con il tecnico che dovrà effettuare il controllo della tenuta dell’impianto. La prova per impianti domestici fino a 35 kW di potenza viene eseguita con una pressione di 100 mbar per 15 minuti.

In caso di esito positivo, si procede alla posa del contatore (se assente) e all’attivazione della fornitura. Se invece il test di tenuta non supera la verifica, bisognerà intervenire sull’impianto e ripetere la procedura.

Questa differenza tra subentro e prima attivazione è fondamentale: mentre il subentro è un’operazione relativamente semplice e veloce, la prima attivazione può richiedere diverse settimane, soprattutto se ci sono problemi tecnici o ritardi nella consegna dei documenti.

 

  1. Voltura E Subentro: Attenzione A Non Confondersi

Molti utenti fanno confusione tra voltura e subentro, ma si tratta di due operazioni completamente diverse, anche se entrambe legate alla modifica dell’intestatario della fornitura.

La voltura si utilizza solo quando il contatore è ancora attivo. In questo caso, basta comunicare al fornitore i dati del nuovo intestatario e aggiornare il contratto. La fornitura non viene mai interrotta e non serve alcun intervento tecnico. La voltura è spesso utilizzata in situazioni in cui si entra in una casa ancora abitata da altri familiari, o quando l’ex intestatario è deceduto.

Il subentro, invece, comporta la riattivazione di un contatore disattivato, quindi richiede anche un controllo da parte del distributore. Non si tratta solo di un cambio di nome, ma di una nuova fornitura a tutti gli effetti.

Anche le tempistiche e i costi sono diversi. La voltura avviene di solito in 3-5 giorni lavorativi, mentre il subentro richiede fino a 12 giorni. I costi sono simili ma non identici, e variano in funzione del mercato di riferimento e del gestore.

In ogni caso, prima di avviare qualsiasi procedura, è sempre bene verificare lo stato attuale del contatore e chiedere al fornitore quale operazione sia necessaria. Una diagnosi errata può portare a inutili perdite di tempo e ritardi nella fornitura.