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La Temperatura Migliore Per Il Riscaldamento Invernale
Stabilire quale sia la temperatura ideale da mantenere in casa durante i mesi invernali è una delle questioni più ricorrenti tra chi cerca di ottimizzare il comfort domestico riducendo al tempo stesso i consumi energetici. La risposta, tuttavia, non è univoca: dipende da molti fattori tra cui il tipo di impianto di riscaldamento, le caratteristiche dell’abitazione, l’isolamento termico, l’umidità relativa dell’ambiente, il tipo di abbigliamento e il livello di attività fisica delle persone presenti.
In linea generale, la temperatura raccomandata in ambiente domestico in inverno si colloca tra 20°C e 22°C. Tuttavia, occorre distinguere tra temperatura dell’aria (quella che leggiamo sul termostato) e temperatura radiante media (cioè la temperatura percepita in funzione dello scambio termico con pareti, pavimenti, soffitti e finestre). Una stanza con pareti fredde può sembrare più fredda anche se l’aria è a 22°C.
Inoltre, il tipo di terminale utilizzato incide molto sulla temperatura di comfort percepita:
- Con termosifoni tradizionali, che riscaldano per convezione e irraggiamento, si ottiene un buon comfort già a 20-21°C.
- Con ventilconvettori, che lavorano solo per convezione forzata, può servire una temperatura più alta (22-23°C) per ottenere lo stesso benessere.
- Con pannelli radianti a pavimento, si può percepire comfort anche a temperature dell’aria inferiori (19-20°C) grazie all’irraggiamento diretto e al calore sotto i piedi.
Va poi considerato che ogni grado in più comporta un aumento medio del 6-8% nei consumi di energia per il riscaldamento, secondo l’ENEA. Per questo motivo, la riduzione controllata della temperatura interna – ad esempio mantenendola a 19°C nelle ore notturne o quando si è fuori casa – è una strategia valida per risparmiare senza rinunciare al comfort.
Inoltre, grazie ai moderni cronotermostati intelligenti, è possibile programmare il riscaldamento in funzione delle abitudini familiari, mantenendo la temperatura ideale solo quando necessario.
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Le Temperature Limite Previste Dalla Legge Per La Climatizzazione
La temperatura degli ambienti interni, oltre che da esigenze di comfort, è anche regolata per legge. In Italia, i valori massimi e minimi di temperatura interna consentiti per la climatizzazione sono fissati dal D.P.R. n. 74 del 16 aprile 2013, in vigore dal 12 luglio dello stesso anno, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 149/2013.
Per quanto riguarda la climatizzazione invernale, la normativa stabilisce i seguenti limiti:
- 20°C + 2°C di tolleranza (fino a 22°C) per edifici residenziali, scuole, uffici, ospedali e altri ambienti destinati alla permanenza di persone.
- 18°C + 2°C di tolleranza (fino a 20°C) per edifici destinati ad attività industriali, artigianali o assimilabili.
Nel caso della climatizzazione estiva, i limiti sono:
- 26°C – 2°C di tolleranza (fino a 24°C minimi), validi per tutti gli edifici.
Tali limiti non sono rigidi, ma si applicano alla media ponderata delle temperature misurate nei vari ambienti di ciascuna unità immobiliare. Inoltre, i Comuni hanno la facoltà di adottare ordinanze che impongano limiti più stringenti, soprattutto nei periodi di crisi energetica o per motivi ambientali.
Va ricordato che il rispetto di questi limiti è obbligatorio per impianti centralizzati e che i controlli sono di competenza delle autorità comunali e regionali.
Per quanto riguarda le nuove costruzioni e gli edifici ristrutturati, le normative energetiche (es. D.Lgs. 192/2005 e s.m.i., oltre alla direttiva europea EPBD) impongono il rispetto di determinati standard di efficienza e l’adozione di impianti a bassa temperatura (pompe di calore, pannelli radianti), che favoriscono il mantenimento di temperature ambientali più moderate, contribuendo sia al comfort che al risparmio.
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I Valori Limite Del Microclima Per Il Benessere Invernale
Il comfort termico non dipende solo dalla temperatura dell’aria. La norma UNI EN ISO 7730 definisce il comfort termico come “quello stato mentale in cui una persona esprime soddisfazione nei confronti dell’ambiente termico che la circonda”.
Per raggiungere questa condizione, è necessario che tutti i parametri del microclima siano mantenuti entro certi limiti:

Oltre a questi valori, bisogna considerare l’attività metabolica (espressa in met) e la resistenza termica dell’abbigliamento (espressa in clo). Un soggetto seduto in soggiorno vestito in modo leggero ha esigenze termiche diverse rispetto a una persona attiva in cucina con abiti pesanti.
Il benessere termico, quindi, è il risultato di un equilibrio tra le condizioni ambientali e lo stato fisiologico dell’individuo. Non esiste una “temperatura perfetta” universale, ma piuttosto un intervallo di valori accettabili che vanno adattati in base al contesto.
Per esempio, in un ambiente ben isolato e con pannelli radianti a pavimento, 20°C possono risultare perfetti. In un ambiente mal isolato con pareti fredde, servono anche 22-23°C per ottenere lo stesso livello di comfort percepito.
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Le Principali Cause Di Non Comfort Termico Locale
Anche quando la temperatura media dell’ambiente è corretta, possono insorgere disagi termici localizzati, cioè situazioni in cui una parte del corpo percepisce freddo o caldo in modo sgradevole. Le cause principali di discomfort termico locale sono:
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Elevata differenza verticale di temperatura
Se la temperatura dell’aria a livello delle caviglie è significativamente inferiore rispetto a quella percepita all’altezza della testa (differenza > 3°C), si avverte fastidio, in particolare una sensazione di “piedi freddi”. Questo accade spesso in ambienti riscaldati per convezione, dove l’aria calda tende a salire, lasciando il pavimento freddo.
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Pavimento troppo freddo o troppo caldo
La temperatura ideale di un pavimento riscaldato è tra 19 e 26°C. Valori inferiori causano freddo ai piedi (soprattutto se si cammina scalzi), mentre temperature superiori ai 29-30°C possono provocare una sensazione di disagio o addirittura danni ai capillari, specialmente nei soggetti sensibili.
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Correnti d’aria indesiderate
Velocità dell’aria superiori a 0,15 m/s possono generare una sensazione sgradevole, soprattutto in presenza di differenze di temperatura. Le correnti possono essere causate da infiltrazioni, ventilconvettori o sbalzi termici tra stanze comunicanti.
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Asimmetria radiante elevata
Se una finestra, una parete esterna o un soffitto ha una temperatura molto diversa rispetto al resto dell’ambiente, si può percepire una sensazione di squilibrio termico. Questo effetto si manifesta in presenza di vetri singoli non isolati o pareti non coibentate esposte al freddo.
Per migliorare il comfort locale è spesso sufficiente correggere il comportamento di una singola superficie (es. coibentare una parete fredda, installare doppi vetri, o riorientare una bocchetta dell’aria calda), senza dover modificare l’intero impianto.
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La Dispersione Di Calore Da Parte Del Corpo Umano
Il corpo umano scambia calore con l’ambiente circostante attraverso diversi meccanismi, che si dividono in scambi sensibili (che modificano la temperatura del corpo) e scambi latenti (legati all’evaporazione).
Scambi sensibili:
- Conduzione: avviene quando il corpo è a contatto diretto con una superficie (es. seduta, pavimento, oggetti). L’entità dello scambio dipende dalla temperatura del materiale e dal tempo di contatto.
- Convezione: dipende dalla differenza di temperatura tra la pelle e l’aria circostante, e dalla velocità dell’aria. Se l’aria è in movimento (es. corrente d’aria o ventilconvettore), il raffreddamento aumenta.
- Irraggiamento: lo scambio avviene tra il corpo e le superfici circostanti. Se si è seduti vicino a una parete fredda, il corpo cede calore irradiandolo verso quella parete, causando una sensazione di freddo.
Scambi latenti:
- Sudorazione ed evaporazione: anche in inverno, il corpo produce vapore acqueo. L’evaporazione del sudore raffredda la pelle, ma se l’umidità dell’aria è troppo alta, questo meccanismo è meno efficiente, portando a sensazioni di caldo opprimente.
- Respirazione: ogni respiro comporta uno scambio termico con l’aria inspirata ed espirata. Quando l’aria è molto fredda, questo scambio diventa più marcato e può accentuare la sensazione di freddo.
Questi meccanismi spiegano perché a parità di temperatura dell’aria, il comfort può variare molto da persona a persona e da un ambiente all’altro. Un impianto di riscaldamento efficiente non deve solo riscaldare l’aria, ma creare un equilibrio termico uniforme tra corpo e ambiente, minimizzando gli sbilanciamenti termici locali.










