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I PRINCIPALI PARAMETRI DEL VENTO DA STIMARE


1) LA VELOCITÀ MEDIA ANNUA DEL VENTO 

La velocità media annua del vento è molto importante per avere una prima idea della producibilità energetica di un sito, poiché quest'ultima è proporzionale al cubo della velocità del vento, e dunque il valore medio di tale velocità permette una rozza stima in tal senso, mentre per arrivare a un valore preciso di producibilità occorre tener conto anche della distribuzione delle velocità del vento (poiché i venti di velocità superiore alla media contribuiscono alla producibilità molto più dei venti di velocità inferiore alla media) e della turbolenza, cioè delle variazioni rapidissime della velocità del vento (che, alterando il normale flusso del vento, possono sottrargli energia e diminuirne in misura significativa la producibilità). La velocità media del vento è calcolata di solito sull'intervallo di tempo di 12 mesi, per poter tener conto anche delle lente variazioni stagionali della velocità del vento. Infatti, la velocità media del vento misurata in un anno qualsiasi si discosta da quella media su 20 anni solo del 5% circa.   



Un esempio di variazioni reali, in un determinato sito, della velocità media annua del vento da un anno all'altro.




2) LA VELOCITÀ MASSIMA DEL VENTO 

Le turbine eoliche devono essere progettate anche per resistere alle più rare velocità di vento estreme, che solitamente sono espresse come velocità medie estreme e come forti raffiche. Le condizioni di vento estreme possono essere caratterizzate da un "tempo di ritorno": per esempio, la "raffica più forte in 50 anni" è una raffica così forte che ci si aspetta si verifichi in media solo una volta ogni 50 anni. Le velocità e le raffiche di vento estreme sono abbastanza "sito-specifiche", sia in termini di intensità che di forma: ad es., differiscono notevolmente tra siti costieri pianeggianti e cime di imponenti colline. La classificazione internazionale CEI delle turbine specifica (v. la tabella) una velocità di riferimento del vento (Vrif) che è 5 volte la sua velocità media annua (Vmed), e la raffica più forte in 50 anni, che è data da 1,4 volte il valore di Vrif all'altezza del mozzo e che varia con l'altezza secondo una legge di potenza di esponente 0,11. Il valore della raffica più forte in 1 anno è dato, invece, dal 75% del valore a 50 anni.


Classe I II III IV
Velocità media annua del vento (m/s) 10 8,5 7,5 6
Raffica di vento più forte in 1 anno (m/s) 52,5 44,6 39,4 31,5
Livello di turbolenza "A" alto alto alto alto
Livello di turbolenza "B" basso basso basso basso
La classificazione CEI delle turbine eoliche in base alla ventosità del sito per la quale sono progettate.

   


3) LA DISTRIBUZIONE DELLE VELOCITÀ DEL VENTO

Poiché la velocità del vento non è regolare, per stimare la produzione di energia di una turbina eolica non basta conoscere la velocità media del vento: altrettanto importante è possedere dei dati precisi relativi alle diverse velocità del vento che insieme determinano la media, ovvero la cosiddetta distribuzione delle velocità. Infatti, a seconda delle zone, il vento può essere più o meno variabile dando, però, la stessa velocità media. Per stimare la produzione di energia di una turbina, occorre quindi conoscere due parametri: (1) la velocità media del vento e (2) il cosiddetto fattore "k" di Weibull. Questo coefficiente di Weibull prende il nome dell'ingegnere svedese che l'ha introdotto, e descrive la distribuzione di probabilità delle diverse velocità del vento: ad ogni valore di k corrisponde una diversa distribuzione (anche nel caso in cui la velocità media delle singole distribuzioni è la stessa). Nella tabella qui sotto sono riportati i fattori "k" di Weibull corrispondenti ai principali gradi di variabilità del vento.


Tipo di venti e zona caratteristica Fattore "k" di Weibull
Molto variabili - Montagna 2
Variabili - Collina 2,5
Abbastanza regolari - Aperta campagna 3
Regolari - Zone costiere 3,5
Molto regolari - Isole 4
Tabella. I coefficienti di Weibull tipici dei vari tipi di venti e le zone geografiche in cui sono più caratteristici.


Una distribuzione di probabilità delle varie velocità del vento, o "distribuzione di Weibull", ottenuta con misure anemometriche.




4) L'INTENSITÀ DELLA TURBOLENZA 

L'intensità della turbolenza è un parametro che quantifica la variazione del vento a cui si assiste tipicamente nell'arco di 10 minuti. Essa determina il grado di "affaticamento" e usura a cui saranno soggetti molti componenti della turbina. L'intensità della turbolenza - chiamata anche "livello di turbolenza"- è definita come il rapporto tra lo scarto quadratico medio delle fluttuazioni di velocità del vento e la sua velocità media. Nello stabilire le condizioni al contorno di una simulazione fluidodinamica relativa a un potenziale sito, occorre stimare tale parametro all'ingresso della turbina. L'intensità della turbolenza effettiva di un sito deve essere inferiore all'intensità di turbolenza di progetto (cioè considerata nella progettazione e costruzione di una turbina) in tutto l'intervallo compreso fra il 60% della "velocità nominale" del vento (quella alla quale la turbina produce la sua potenza nominale) e la "velocità di taglio superiore" (la velocità del vento oltre la quale la turbina viene frenata o arrestata).



Il valore di turbolenza "effettiva" misurato deve essere inferiore a quello per cui la turbina di una certa classe CEI è progettata.


5) L'INCLINAZIONE DEL FLUSSO DEL VENTO 

Un altro dei parametri da analizzare quando si valuta l'opportunità di collocare una turbina in un determinato sito è l'inclinazione del flusso, che determina l'angolo fra la direzione del vento e la perpendicolare al rotore, che non deve superare i +/-8° in qualunque direzione. Ad esempio, quando una turbina viene posta su pendii ripidi o scogliere, il vento potrebbe colpire il rotore non in direzione ad esso perpendicolare, bensì con un certo angolo. Tale angolo è collegato alla pendenza del terreno. All'aumentare dell'altezza sopra il livello del suolo, l'effetto prodotto dall'inclinazione del terreno sul flusso del vento tende a ridursi, per cui la misura della pendenza del terreno è di utilità limitata nel determinare l'angolo di arrivo del vento sulla turbina ed occorre procedere a misurazioni apposite. Infatti, un elevato angolo di arrivo del vento rispetto alla direzione perpendicolare al rotore non solo riduce la producibilità energetica, ma comporta anche un maggiore "affaticamento" della turbina.



La pendenza di un terreno può produrre un'inclinazione del flusso del vento rispetto alla perpendicolare al rotore.


6) IL LIVELLO DI "WIND SHEAR" 

Il wind shear è la variazione della velocità del vento lungo un piano perpendicolare alla direzione del vento. Esso è dovuto sia al normale aumento della velocità del vento con l'altezza dal suolo, sia all'azione ostruttiva di eventuali ostacoli, quali edifici, alberi, etc. La formula che esprime tale variazione complessiva della velocità del vento con l'altezza dal suolo - nota anche come equazione di potenza del profilo del vento - è data dall'espressione matematica riportata qui sotto, dove: V(z) è la velocità del vento all'altezza z dal suolo; zr è un'altezza di riferimento sopra il livello del suolo, che in pratica viene scelta uguale all'altezza del mozzo del rotore della turbina; alfa è l'esponente (o legge di potenza del wind shear. Il wind shear verticale medio di un sito adatto all'installazione di una turbina eolica, all'altezza del mozzo, non può essere né negativo né ripido. Queste condizioni si traducono in un esponente alfa compreso fra 0 e 2. La tabella qui sotto riporta i valori di alfa per alcune situazioni tipiche.


Tipo di terreno Esponente "alfa" del wind shear
Acqua aperta 0,1
Liscio, ricoperto di erba 0,15
Colture 0,2
Cespugli bassi con pochi alberi 0,2
Grossi alberi 0,25
Diversi edifici 0,25
Collinoso, montagnoso 0,25
L'esponente del wind shear varia con il tipo di terreno. Ecco alcuni esempi.


L'equazione del profilo del vento, che quantifica il livello di "wind shear", o variazione verticale della velocità del vento..


7) L'INDICATORE DI "TERRENO COMPLESSO" 

Caratterizza i terreni che, per la loro particolare natura, possono portare a campi di flusso del vento altamente localizzati. Un tipico esempio di terreno complesso è dato dai terreni con una pendenza così elevata da violare le ipotesi normalmente utilizzate nei modelli di flusso del vento dei software standard e dai terreni in cui è probabile una "separazione" - o comunque una "complessità" - del relativo flusso del vento. Un terreno complesso può quindi produrre una turbolenza ed elevati carichi sulle pale di una turbina, influendo sulle prestazioni di quest'ultima, per cui ignorare tale indicatore può portare a una sovrastima della producibilità. Può essere calcolato con un algoritmo che: (1) adatta al terreno una serie di dischi di vario raggio centrati sulla base della torre eolica e raggio rmax pari all'altezza h del mozzo, (2) misura le inclinazioni nei vari dischi, (3) determina la più grande distanza verticale fra il disco di maggior raggio e quelli di raggio più piccolo; (4) ripete i calcoli per rmax = 2, ... 20 h.



Una rappresentazione 3D realizzata al computer che riproduce con il necessario dettaglio un terreno complesso.






INDICE


  HOMEPAGE E INDICE COMPLETO

 LE TECNOLOGIE PRINCIPALI DI CUI MI OCCUPO 

 UNA GUIDA AGLI INCENTIVI STATALI

 GLI 8 PASSI PER UN IMPIANTO "CHIAVI IN MANO"

 LA PROGETTAZIONE DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO

 COME OTTENERE UN FINANZIAMENTO BANCARIO

 IMPIANTI RESIDENZIALI: (1) FOTOVOLTAICI - (2) EOLICI

 ESEMPIO DI IMPIANTO FOTOVOLTAICO PER PICCOLA IMPRESA

 ESEMPIO DI IMPIANTO FOTOVOLTAICO INDUSTRIALE

 ES. DI GRANDI IMPIANTI INDUSTRIALI (EOLICO E SOLARE TERMODINAMICO)

 LE 20 RAGIONI DEL "BOOM" DEL FOTOVOLTAICO

 IL REGIME DI "SCAMBIO SUL POSTO" NEL FOTOVOLTAICO 

 QUANTO COSTA UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO?

 PREVENTIVO DI IMPIANTO FV SU TETTO DA: 3 kW - 6 kW - 15 kW - 200 kW

 PREVENTIVO DI IMPIANTO FV SU PENSILINE DA: 10 kW - 500 kW

 BUSINESS PLAN DI IMPIANTO FV A TERRA DA: 100 kW - 1 MW

 BUSINESS PLAN DI IMPIANTO FV SU SERRA DA: 50 kW - 1 MW

 USARE LE BIOMASSE COME FONTE DI ENERGIA

 TERRENI CANTIERABILI IN AFFITTO: UN NUOVO BUSINESS

 LA "CASA ECOLOGICA" E IL RISPARMIO ENERGETICO

 UN IMPIANTO SOLARE TERMICO COMBINATO

 RIVOLUZIONE FOTOVOLTAICA - IL FOTOVOLTAICO DI TERZA GENERAZIONE

 RIVOLUZIONE FOTOVOLTAICA - LE PELLICOLE E LE VERNICI FOTOVOLTAICHE

 CELLE SOLARI - I PRINCIPALI TIPI DI CELLE FOTOVOLTAICHE "CLASSICHE"

 CELLE SOLARI - CELLE POLIMERICHE, ORGANICHE, IBRIDE, A PIGMENTI 

 CELLE SOLARI - LA RIVOLUZIONE NANOTECNOLOGICA ED I NANOMATERIALI

 CELLE SOLARI - ESEMPI DI CELLE FOTOVOLTAICHE DI TERZA GENERAZIONE

 PANNELLI FOTOVOLTAICI - I PRINCIPALI TIPI DI MODULI SUL MERCATO

 PANNELLI FOTOVOLTAICI - I COLORATI, BIFACCIALI, CILINDRICI, ETC.

 PANNELLI FOTOVOLTAICI - I PANNELLI CINESI SONO UNA BUONA SCELTA?

 PANNELLI FOTOVOLTAICI - I SISTEMI MOLTIPLICATORI SOLARI (<2 X)

 PANNELLI FOTOVOLTAICI - I PANNELLI A BASSA CONCENTRAZIONE (2-20 X)

 PANNELLI FOTOVOLTAICI - I PANNELLI A MEDIA CONCENTRAZIONE (20-500 X)

 PANNELLI FOTOVOLTAICI - I PANNELLI AD ALTA CONCENTRAZIONE (>500 X)

 PANNELLI FOTOVOLTAICI - QUANTO COSTA UN PANNELLO A CONCENTRAZIONE

 PANNELLI FOTOVOLTAICI - PANNELLI A CONCENTRAZIONE VS. TRADIZIONALI

 CONCENTRATORI FOTOVOLTAICI - I DIVERSI TIPI DI CONCENTRATORI 

 CONCENTRATORI FOTOVOLTAICI - VARI SISTEMI A BASSA CONCENTRAZIONE

 CONCENTRATORI FOTOVOLTAICI - VARI SISTEMI AD ALTA CONCENTRAZIONE

 SISTEMI FOTOVOLTAICI - GUIDA ALLA SCELTA DEL MIGLIOR INVERTER

 SISTEMI FOTOVOLTAICI - LA MANUTENZIONE ORDINARIA DI UN IMPIANTO

 SISTEMI FOTOVOLTAICI - I VARI TIPI DI ANTIFURTO PER PANNELLI E IMPIANTI

 SISTEMI FOTOVOLTAICI - GLI AGENTI ATMOSFERICI ED I PANNELLI SOLARI

 SISTEMI FOTOVOLTAICI - QUANTA ENERGIA PRODUCE UN IMPIANTO?   

 SISTEMI FOTOVOLTAICI - AUTOCOSTRUZIONE DI UN PANNELLO FOTOVOLTAICO

 INSEGUITORI SOLARI - LE DIVERSE TIPOLOGIE DI INSEGUITORI SOLARI

 INSEGUITORI SOLARI - VARI TIPI DI INSEGUITORI MONOASSIALI

 INSEGUITORI SOLARI - VARI TIPI DI INSEGUITORI BIASSIALI

 PARCHI FOTOVOLTAICI - IMPIANTI FOTOVOLTAICI DI PRIMA GENERAZIONE

 PARCHI FOTOVOLTAICI - IMPIANTI FOTOVOLTAICI DI SECONDA GENERAZIONE

 PARCHI FOTOVOLTAICI - IMPIANTI FOTOVOLTAICI DI TERZA GENERAZIONE

 PARCHI FOTOVOLTAICI - CONFRONTO FRA I VARI TIPI DI PARCHI

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 FV INTEGRATO IN EDIFICI - ES. DI PRODOTTI DEL FV INTEGRATO IN FACCIATE

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 TURBINE EOLICHE - IL ROTORE E LE PALE DELLE TURBINE EOLICHE

 TURBINE EOLICHE - LA CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE IN CLASSI

 TURBINE EOLICHE - I VARI TIPI DI GENERATORI ELETTRICI IMPIEGATI

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 EOLICO ORIZZONTALE - I VARI TIPI DI TORRI EOLICHE DI SOSTEGNO

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 ANALISI VENTOSITÀ - VARIABILITÀ DEL VENTO SU VARIE SCALE DI TEMPO 

 ANALISI VENTOSITÀ - L'APPROCCIO TOP-DOWN PER VALUTARE LA VENTOSITÀ 

 ANALISI VENTOSITÀ - I PRINCIPALI PARAMETRI DEL VENTO DA STIMARE 

 ANALISI VENTOSITÀ - PRIMA VALUTAZIONE DI UN POTENZIALE SITO 

 ANALISI VENTOSITÀ - COME DETERMINARE IL LIVELLO DI TURBOLENZA 

 PRODUCIBILITÀ EOLICO - COME È FATTO L'ATLANTE EOLICO D'ITALIA

 PRODUCIBILITÀ EOLICO - I DUE PARAMETRI PIÙ IMPORTANTI DEL VENTO

 PRODUCIBILITÀ EOLICO - MAPPE DI VENTOSITÀ MEDIA A VARIE ALTEZZE

 GRANDE EOLICO - MAPPE DI PRODUCIBILITÀ A TERRA E OFF-SHORE

 GRANDE EOLICO - L'IMPORTANZA DI VALUTARE LA VENTOSITÀ LOCALE 

 GRANDE EOLICO - IL COSTO A KWH PRODOTTO ED I RELATIVI PARAMETRI

 GRANDE EOLICO - LA PROTEZIONE DA FULMINI, GHIACCIO, ACQUA SALATA

 GRANDE EOLICO - VALUTARE L'AFFIDABILITÀ DI UN AEROGENERATORE

 ECOBONUS 55% 2011 - COS'È IL BONUS PER L'EFFICIENZA ENERGETICA

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 ECOBONUS 55% 2011 - LA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DI UN EDIFICIO

 ECOBONUS 55% 2011 - L'INSTALLAZIONE DI PANNELLI SOLARI TERMICI

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 CALDAIE ECO-EFFICIENTI - COMBUSTIBILI: PELLET, CIPPATO, LEGNA, ETC. 

 RISCALDAMENTO - LE POMPE DI CALORE AL POSTO DELLE CALDAIE

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 IMPIANTI A BIOMASSA - PRODUZIONE DI ELETTRICITÀ DA BIOMASSE SOLIDE

 IMPIANTI A BIOMASSA - PRODUZIONE DI ELETTRICITÀ DA BIOMASSE LIQUIDE

 IMPIANTI A BIOMASSA - PRODUZIONE DI ELETTRICITÀ DA BIOGAS

 IMPIANTI A BIOMASSA - COME NASCE UN PROGETTO "PERSONALIZZATO"   

 IMPIANTI A BIOMASSA - COME SI CALCOLA IL GUADAGNO DA UN IMPIANTO 

 COGENERAZIONE - PERCHÈ PRODURRE ELETTRICITÀ CON LA COGENERAZIONE

 COGENERAZIONE - POSSIBILI USI INDUSTRIALI, CIVILI, DOMESTICI

 COGENERAZIONE - I BENEFICI ECONOMICI STATALI DELLA COGENERAZIONE

 COGENERAZIONE - INTRODUZIONE AGLI IMPIANTI A COGENERAZIONE

 COGENERAZIONE - LE TECNOLOGIE COGENERATIVE  DI TIPO TRADIZIONALE

 COGENERAZIONE - LE TECNOLOGIE PIÙ MODERNE E INNOVATIVE

 FUSIONE FREDDA - IL "CATALIZZATORE DI ENERGIA" DI ROSSI-FOCARDI

 FUSIONE FREDDA - UN'INVENZIONE ITALIANA DA PREMIO NOBEL

 FUSIONE FREDDA - LA PRIMA CENTRALE DA 1 MW A FUSIONE FREDDA

 RISPARMIO ENERGETICO - LA SCELTA E L'USO DEGLI ELETTRODOMESTICI  

 RISPARMIO ENERGETICO - ELETTRODOMESTICI: L'ETICHETTA ENERGETICA

 RISPARMIO ENERGETICO - INCENTIVI INDIRETTI: I "CERTIFICATI BIANCHI"

 ILLUMINAZIONE ECONOMICA - I VARI TIPI DI LAMPADINE A BASSO CONSUMO  

 ILLUMINAZIONE ECONOMICA - PARAMETRI BASE E USO DELLE LAMPADINE

 ILLUMINAZIONE ECONOMICA - LAMPADINE A INCANDESCENZA E ALOGENE

 ILLUMINAZIONE ECONOMICA - FLUORESCENTI COMPATTE E TUBI AL NEON

 ILLUMINAZIONE ECONOMICA - LAMPADINE E ILLUMINAZIONE A LED

 BOLLETTE GAS - COME RICHIEDERE IL "BONUS GAS" PER LE FAMIGLIE

 BOLLETTE GAS - COME FARE RECLAMO PER ERRORI, RITARDI, TRUFFE, ETC. 

 BOLLETTE GAS - ACCONTI ILLEGITTIMI E PERIODICITÀ DI LETTURA

 BOLLETTE GAS - MAXIBOLLETTE: LA RATEIZZAZIONE DEI CONGUAGLI

 BOLLETTE GAS - GUIDA AI CONTRATTI "DUAL FUEL" GAS + ELETTRICITÀ

 BOLLETTE ELETTRICITÀ - AZIENDE: RISPARMIO CON I GRUPPI DI ACQUISTO

 BOLLETTE ELETTRICITÀ - COME CONTESTARE UNA BOLLETTA ELETTRICA 

 BOLLETTE ELETTRICITÀ - LE TARIFFE BIORARIE QUANTO CONVENGONO?

 BOLLETTE ELETTRICITÀ - COME SCEGLIERE O CAMBIARE IL FORNITORE

 BOLLETTE ELETTRICITÀ - LE DOMANDE TIPICHE SUL CAMBIO DEL FORNITORE

 BOLLETTE ELETTRICITÀ - RITARDO DI PAGAMENTO: CONSEGUENZE E RIMEDI

 BOLLETTE ELETTRICITÀ - LA VOLTURA IN CASO DI MORTE DELL'INTESTATARIO

 BOLLETTE ELETTRICITÀ - IL CONTATORE: LETTURA, GUASTI, VERIFICHE, ETC.

 BOLLETTE ELETTRICITÀ - COSA È IL MERCATO LIBERO DELL'ENERGIA

 BOLLETTE ELETTRICITÀ - COME È FATTA LA NUOVA BOLLETTA ELETTRICA

 BOLLETTE ELETTRICITÀ - IL "BONUS ELETTRICO": COSA È, COME RICHIEDERLO

 BIOCARBURANTI - LA RESA ENERGETICA ED IL TERRENO NECESSARIO

 BIOCARBURANTI - IL BIODIESEL, L'ALTERNATIVA "PULITA" AL GASOLIO

 BIOCARBURANTI - L'IMPIEGO DEL BIODIESEL SU AUTO E VEICOLI DIESEL

 BIOCARBURANTI - IL BIOETANOLO, ADDITIVO O SOSTITUTO DELLA BENZINA

 BIOCARBURANTI - L'UTILIZZO DEL BIOETANOLO PER L'AUTOTRAZIONE

 BIOCARBURANTI - I MODELLI DI AUTO A "ETANOLO 85" IN ITALIA NEL 2011

 AUTO ECOLOGICHE - PANORAMA DEI VARI TIPI DI AUTO "ECOLOGICHE"

 AUTO ECOLOGICHE - RIMEDIO AI BLOCCHI ANTI-SMOG DELLA CIRCOLAZIONE

 AUTO ECOLOGICHE - L'AUTO A IDROGENO: QUANDO ARRIVERÀ DAVVERO?

 VEICOLI BIFUEL - TUTTI I VANTAGGI DELLE AUTO ALIMENTATE A GPL

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 VEICOLI BIFUEL - TUTTI I VANTAGGI DELLE AUTO ALIMENTATE A METANO

 VEICOLI BIFUEL - I MODELLI DI AUTO A METANO IN COMMERCIO NEL 2011

 VEICOLI BIFUEL - TRAZIONE A IDROMETANO: IDEALE PER FLOTTE DI VEICOLI 

 AUTO IBRIDE-ELETTRICHE - IL "BOOM" DELLE IBRIDE: DI COSA SI TRATTA

 AUTO IBRIDE-ELETTRICHE - I VARI TIPI DI VETTURE IBRIDE-ELETTRICHE

 AUTO IBRIDE-ELETTRICHE - LE "FULL-HYBRID" USCITE O PREVISTE NEL 2011

 AUTO IBRIDE-ELETTRICHE - LE IBRIDE "PLUG-IN" PREVISTE PER IL 2012-2013

 AUTO ELETTRICHE - I VEICOLI ELETTRICI: VANTAGGI E CARATTERISTICHE 

 AUTO ELETTRICHE - ALL-ELECTRIC, RANGE EXTENDER, IBRIDE PLUG-IN 

 AUTO ELETTRICHE - I MODELLI DI AUTO USCITE O PREVISTE NEL 2011

 AUTO ELETTRICHE - QUANTO SI RISPARMIA CON LA TRAZIONE ELETTRICA?

 RISPARMIO BENZINA - QUALI SONO I DISTRIBUTORI PIÙ CONVENIENTI

 RISPARMIO BENZINA - COME SCEGLIERE TRA AUTO DIESEL, A METANO, A GPL

 RISPARMIO BENZINA - CONOSCERE I LEGAMI TRA VELOCITÀ E CONSUMI

 RISPARMIO BENZINA - RISPARMIARE CARBURANTE CON LA "RUOTA LIBERA"

 STRUMENTI VARI - LEGGI E NORME SU FOTOVOLTAICO E RINNOVABILI

 STRUMENTI VARI - LIBRI SU RINNOVABILI E RISPARMIO ENERGETICO

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